MeDusa

21 Maggio 2018

Studio MeDusa tra i vincitori del concorso di idee Shell-Unibas “The Royal Contest” per lo sviluppo del territorio in Basilicata.

Primi classificati a pari merito sono risultati i progetti del “Team MedusA” composto da Marica Acito, Cristina Acito e Donato Gallo studenti in Architettura dell’Università degli Studi della Basilicata e “Fivemakers”, un team composto da studenti di economia e ingegneria della facoltà di Potenza. L’Obiettivo del concorso era l’elaborazione di un progetto di sviluppo territoriale secondo cinque diverse tematiche (Ambiente ed Energia, Mobilità e Turismo, Sviluppo Rurale, Infrastrutture e agenda digitale, Welfare, sport, cultura e arredo urbano) partendo da una ipotetica disponibilità di royalties petrolifere. Più che positiva la risposta degli studenti: 70 iscritti e 16 progetti iniziali, 40 finalisti e 10 i progetti arrivati al traguardo. L’iniziativa segna una tappa ulteriore nel rapporto di collaborazione tra l’ateneo lucano e Shell. La tematica affrontata dal team materano “MedusA” è quella dello Sviluppo rurale della Basilicata, in particolare il quartiere Agna di Matera. Il nome del progetto è AgriCulture sviluppatosi su tre argomentazioni: – Agricoltura sociale: vuole scardinare le vecchie logiche dell’azienda conchiusa in tipici recinti inclusivi, per dare spazio a un nuovo approccio di tipo paesaggistico; un’azienda aperta ad ogni tipo di utenza. Attraverso un micro-rete rurale di potrà praticare la raccolta diretta dei prodotti del territorio, partecipare collettivamente ad eventi fieristici, accogliere scolaresche (scuola senza zaino) e svolgere azioni terapeutiche nei confronti di persone meno fortunate. Il paesaggio viene vissuto come una vera città rurale. Questo comporta la valorizzazione dell’identità rurale, del paesaggio e in modo particolare mitiga il processo irreversibile del consumo di suolo, della continua cementificazione. Inoltre attiva meccanismi di incentivazione economica, della compartecipazione collettiva delle aziende secondo i criteri economici della teoria dei giochi di J.Nash e crea un forte legame sinergico tra città e campagna, un legame telematico attraverso applicativi informatici. – Agrotown: questo meccanismo sinergico trova finalità nel mercato periurbano di Agna, in cui piccole e grandi utenze pubbliche e private si interfacciano presso un mercato di quartiere fornendo prodotti della terra a Km “0”, idee di autogestione e compartecipazione, ma soprattutto crea una nuova polarità urbana, cercando di risolvere i problemi legati al fenomeno della città diffusa, della dispersione urbana, ove i continui mutamenti e trasformazioni del periurbano, si connotano nella mancanza di infrastrutture puntuali, a rete e della mobilità alternativa, nella dipendenza dalle autovetture per raggiungere il posto di lavoro creando, quindi, difficoltà nella circolazione stradale ed una crescita disomogenea della città, senza che questa, rispetti l’identità del territorio. – Sviluppo Rurale: L’identità del territorio, connota l’ultima tematica, che implica il recupero dei beni rurali, quali masserie, jazzi, casini di villeggiatura, case rurali unitarie ed elementari, che collegati tra loro attraverso percorsi tratturali agro-museali, custodiranno un’identità rurale ormai perduta e il rispetto della terra madre, dall’altopiano murgico all’avanfossa bradanica, dalla valle del Sinni, alle pendici del Pollino, dalla piana di Metaponto alle colline sovrastanti il Bradano e l’Agri, dall’alta e media valle dell’Agri al marateino, dai paesi montani del potentino alle colline del Vulture e del Melfese orientale, luoghi meravigliosi in cui fenomeni esogeni geologici di varia natura hanno modellato la tenera roccia calcarea, roccia naturale che ha permesso la nascita, la costruzione delle città lucane, delle loro tradizioni e della loro identità, quale cultura che risiede nella storia rurale, una storia da premunire per le generazioni future. Quanto ai criteri di valutazione, la griglia a disposizione della Giuria prevedeva 5 indicatori, ciascuno con lo stesso peso percentuale, rispetto ai quali i giurati hanno espresso un voto da 1 a 5 per ognuno di essi: la forza e originalità dell’idea, la profondità dell’analisi, la quantità e qualità degli obiettivi che il progetto si propone, la fattibilità del progetto e infine la sua esposizione. Ultimo, ma non ultimo, un principio cardine del concorso è stato l’assenza di premi in denaro: i progetti vincitori, infatti, sono stati premiati con esperienze formative, con l’auspicio che possano contribuire ad arricchire il bagaglio culturale degli studenti: una visita allo Shell Technolgy Center di Amsterdam con annesso tour della città durante un week-end “lungo”, per il primo gruppo classificato; un Factory tour a Maranello, dove nasce la Ferrari, al secondo team classificato; voucher per l’acquisto di libri, per il terzo gruppo classificato. “L’idea di questo concorso – ha commentato l’ad di Shell Italia, Marco Brun – nasce dalla volontà di stimolare e chiedere un contributo positivo, innovativo e allo stesso tempo concreto proprio a coloro che forse più di chiunque altro è titolato ad immaginare il futuro: i giovani, e in particolare i giovani studenti universitari. E non solo il loro futuro, ma anche quello della loro terra. I ragazzi hanno fatto un lavoro eccellente, di cui siamo rimasti felicemente impressionati. E lo hanno fatto nel modo migliore, ovvero combinando creatività e rigore scientifico, portando a termine un impegno non facile. Per Shell questo concorso è stato non solo un passo avanti ulteriore nel proficuo rapporto che ci lega con l’Università della Basilicata, ma anche l’occasione di venire in contatto con tanti giovani e brillanti lucani che hanno dimostrato di amare la loro terra e di saper pensare in grande per essa mettendosi in gioco”. “I progetti presentati dagli studenti – ha commentato Ruggero Faggioni, coordinatore dell’Istituto Europeo del Design di Milano – colpiscono per due aspetti in particolare: da una parte la creatività delle idee, talvolta realmente insolita, supportata da competenza e capacità progettuale; dall’altra, l’autentico amore per questa terra che emerge dalla profondità e dalla cura con cui sono stati analizzati il territorio e le sue problematiche. Ingredienti che, insieme, danno un’immagine rassicurante di una generazione dalla quale il nostro Paese si aspetta molto.”

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